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Come diventare mediatore europeo: a Napoli sono aperte le iscrizioni al corso
A Napoli sono aperte le iscrizioni al corso di formazione per mediatori europei nell’ambito dell’interazione interculturale. L’Università Federico II di Napoli ha annunciato l’apertura delle iscrizioni al decimo ciclo del corso «Mediatore Europeo per l’’Intercultura e la Coesione Sociale», un programma di formazione per specialisti in mediazione interculturale e integrazione sociale. Il programma è realizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e la Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli. Durante il corso, i partecipanti approfondiranno i processi migratori e la normativa in materia, le specificità della mediazione in una società multiculturale, nonché gli strumenti per favorire la convivenza pacifica e l’integrazione sociale in Italia. La durata complessiva del programma è di 350 ore: 200 ore di lezioni, seminari e laboratori tematici e 150 ore di tirocinio presso le strutture della Comunità di Sant’Egidio. Le lezioni si terranno in presenza a Napoli ogni giovedì e sabato dalle 15:30 alle 19:30. Per ottenere il certificato finale è necessario frequentare almeno il 70% delle lezioni e superare l’esame finale. Chi può partecipare 📍Requisito fondamentale: possesso di un diploma di scuola secondaria di primo grado o di un titolo equivalente. Per i candidati stranieri è richiesta una conoscenza della lingua italiana di livello non inferiore a B1. In assenza di un certificato, il livello di conoscenza della lingua può essere attestato durante un colloquio orale con i docenti della scuola di lingua italiana Comunità di Sant’Egidio. Per le persone in possesso dello status di protezione internazionale sono previste condizioni particolari: al posto del titolo di studio è possibile presentare l’attestato dello status di protezione internazionale e una dichiarazione relativa al livello di istruzione, verificata e rilasciata dalla scuola Comunità di Sant’Egidio. Costo e presentazione dei documenti Il costo di partecipazione al corso è di 200 euro. Sono previsti complessivamente 50 posti. Qualora il numero di domande superi il numero di posti disponibili, i candidati saranno selezionati in base ai documenti presentati e ai risultati scolastici. ✍️📚Le domande devono essere presentate entro il 2 novembre 2026, alle ore 12:00. I documenti possono essere consegnati di persona presso la Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant’Egidio, all’indirizzo Via San Nicola a Nilo 5–6, Napoli, oppure inviati via e-mail all’indirizzo: corsiformazionefederico@gmail.com. I risultati del concorso saranno pubblicati entro il 6 novembre 2026. Al termine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza. Inoltre, il programma prevede la possibilità di ottenere fino a 12 crediti universitari (CFU) nell’ambito dei corsi di studio del Dipartimento di Scienze Politiche, previa decisione della Facoltà. Il corso può risultare particolarmente interessante per chi già lavora o intende lavorare nei settori dell’integrazione dei migranti, del sostegno sociale, dell’istruzione, della comunicazione interculturale e del lavoro con le comunità straniere in Italia. A chi fosse interessato possiamo inviare informazioni dettagliate sul corso, sui moduli didattici e sui documenti necessari per compilare e presentare la domanda.
Il Consiglio delle Chiese chiede al Papa di salvare dalla fame gli ucraini dei territori occupati
Il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose si è rivolto al Papa Leone XIV, esortandolo a fare tutto il possibile per salvare gli abitanti della città occupata di Oleshky, nella regione di Kherson. Secondo i dati del Consiglio, la città si trova in una situazione di blocco umanitario ed è sull’orlo di una catastrofe umanitaria. Secondo diverse stime, a Oleshky e nelle zone limitrofe potrebbero trovarsi ancora oltre 6.000 persone, tra cui circa 200 bambini. Gli abitanti non hanno accesso sufficiente a generi alimentari, acqua potabile, medicinali e altri aiuti essenziali. Il Consiglio delle Chiese afferma che le ultime forniture di generi alimentari risalgono alla fine di maggio 2026. Secondo le loro informazioni, i militari russi impediscono agli abitanti di lasciare la città. Oleshky si trova vicino alla linea del fronte, pertanto i civili sono quotidianamente esposti al rischio di bombardamenti e attacchi con droni. Mancano le forniture di elettricità e gas, e le infrastrutture critiche sono in gran parte distrutte. Nel suo appello, il Consiglio delle Chiese chiede in particolare a Papa Leone XIV, al Consiglio Ecumenico delle Chiese, all’Alleanza Evangelica Mondiale e ad altri leader religiosi e difensori dei diritti umani di far sentire la propria voce e di utilizzare ogni mezzo a loro disposizione per impedire che le persone muoiano di fame. Allo stesso tempo, gli Stati membri dell’ONU e il Comitato Internazionale della Croce Rossa sono stati esortati a facilitare lo svolgimento di una missione umanitaria e l’evacuazione degli abitanti di Oleshky verso il territorio controllato dall’Ucraina. Il Consiglio delle Chiese ha ricordato che la parte ucraina ha già più volte richiamato l’attenzione delle organizzazioni internazionali sulla situazione nella città e ha cercato di concordare l’evacuazione dei civili. Oleshky ha inoltre subito una grave inondazione nel 2023 in seguito alla distruzione della centrale idroelettrica di Kakhovka. Attualmente la città rimane sotto occupazione temporanea da parte della Russia.
Ai genitori degli studenti stranieri in Italia potrebbe essere imposto l’obbligo di studiare la lingua italiana
🇮🇹 I genitori degli studenti stranieri in Italia potrebbero essere obbligati a studiare la lingua italiana. La prima ministra italiana Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo sta preparando nuove misure per l’integrazione degli studenti stranieri nel sistema scolastico. Una delle proposte principali è quella di obbligare i genitori dei bambini stranieri che presentano gravi difficoltà di integrazione a imparare la lingua italiana. Secondo Meloni, se in una classe ci sono troppi bambini che non parlano italiano, il processo di integrazione smette di funzionare correttamente. Il governo prevede inoltre di fissare un numero massimo di alunni stranieri per classe. Quale sarà esattamente questo limite non è stato ancora reso noto. Separatamente, Meloni ha dichiarato l’intenzione di introdurre il divieto di indossare il burqa e il niqab nelle scuole, ovvero indumenti che coprono completamente il volto. Ha sottolineato che nelle scuole italiane gli alunni devono avere il volto scoperto. Secondo i dati del centro di ricerca ISMU, gli alunni senza cittadinanza italiana rappresentano l’11,6% del totale degli studenti italiani. Allo stesso tempo, la cittadinanza straniera non implica automaticamente la mancanza di conoscenza della lingua italiana: gran parte di questi bambini è nata in Italia o frequenta le scuole italiane da molto tempo. Importante: per ora si tratta di misure annunciate dal governo, non di una legge in vigore. Le norme definitive e le condizioni per la loro applicazione dovranno essere definite in un futuro atto normativo.
Come trasformare un'idea in un'attività in proprio: un corso di formazione gratuito
A ottobre prenderà il via un programma gratuito di formazione e accompagnamento rivolto a chi desidera avviare un’attività in proprio. 📚 100 ore di formazione — interamente online. Il programma è rivolto a giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che non lavorano, sono in cerca di lavoro o sono disoccupati, nonché ai giovani partecipanti al programma GOL che soddisfano i requisiti richiesti. 💡 Il programma prevede: • idea e modello di business; • analisi del mercato e dei clienti; • marketing e vendite; • costi, ricavi e sostenibilità finanziaria; • elaborazione del Business Plan; • preparazione per l’eventuale ottenimento di finanziamenti per l’avvio di un’attività in proprio, in particolare Resto al Sud 2.0. 👥 Formato del corso: 🔹 60 ore di formazione di gruppo 🔹 40 ore di accompagnamento individuale 👩🏫 Docente: Maryna Sydorova. Ha esperienza nel mondo degli affari, nell’esportazione, nella gestione dei progetti, nell’orientamento professionale e nella formazione. 📩 Al momento si sta formando un gruppo per ottobre. Se siete interessati, scriveteci in privato per verificare se soddisfate i requisiti e ricevere informazioni dettagliate. 📲 WhatsApp: 327 697 4060
In Italia lavorano quasi 2,6 milioni di stranieri: rappresentano oltre il 10% del totale degli occupati
In Italia continua a crescere il ruolo dei lavoratori stranieri. Nel 2025 nel Paese lavoravano quasi 2,6 milioni di cittadini di altri Paesi, pari al 10,7% del totale degli occupati. E proprio i lavoratori stranieri hanno determinato gran parte della crescita dell’occupazione: il numero di cittadini di paesi extra-UE occupati è aumentato del 3,6%, quello dei cittadini dell’UE dell’1,2% e quello degli italiani dello 0,5%. 👷 Dove lavorano più spesso i migranti? 🔹 Altri servizi collettivi e alla persona: gli stranieri rappresentano il 29,8% dei lavoratori di questo settore. 🔹 Agricoltura — il 21,5% dei lavoratori è straniero. 🔹 Alberghi e ristoranti — 19,2%. 🔹 Edilizia — 17,9%. Allo stesso tempo, nel settore finanziario e assicurativo la quota di lavoratori stranieri è notevolmente inferiore — 1,6%, nei servizi di informazione e comunicazione — 3,1%, mentre nella pubblica amministrazione — solo lo 0,3%. 📈 L’Italia ha sempre più bisogno di lavoratori stranieri Nel 2025 le aziende italiane prevedevano oltre 1,3 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri: si tratta di un dato record, pari a circa il 23% di tutte le assunzioni previste. Allo stesso tempo, in circa la metà dei casi i datori di lavoro hanno avuto difficoltà a trovare candidati idonei. Ciò significa che i lavoratori stranieri sono necessari all’economia italiana non solo oggi: la domanda di manodopera straniera continua a crescere. Tuttavia, persiste un divario nel tasso di disoccupazione tra stranieri e italiani. Nel 2025 era pari al 9,6% tra i cittadini di paesi extra-UE, al 7,8% tra i cittadini dell’UE e al 5,8% tra gli italiani. Il divario è particolarmente evidente tra le donne: il tasso di occupazione delle donne provenienti da paesi extra-UE era solo del 45,7%, mentre tra gli uomini era del 76%. Per gli ucraini ciò significa che il mercato del lavoro italiano sta gradualmente offrendo maggiori opportunità non solo nei settori tradizionali — assistenza, pulizie, agricoltura, ristorazione ed edilizia. Acquisiscono sempre maggiore importanza le competenze professionali, le qualifiche e i servizi che i migranti possono offrire autonomamente. 💙💛 Pertanto, è importante non solo cercare lavoro, ma anche mettere in evidenza le proprie competenze professionali. Va sottolineato che sulla piattaforma UA Service HUB i professionisti ucraini in Italia possono presentare i propri servizi, la propria esperienza e il proprio portfolio, nonché trovare clienti nella propria città e oltre i suoi confini.
«Mariupol prima e dopo l’aggressione russa»: in Italia si parlerà dei prigionieri di guerra ucraini
L'11 settembre, nella città italiana di Lamezia Terme, si terrà un evento pubblico dal titolo «Mariupol prima e dopo l'aggressione russa», dedicato al destino degli ucraini che si sono ritrovati sotto l'occupazione russa e in prigionia. Alla discussione parteciperanno i sindaci di Lametia Terme, Filadelfia e Maida, rappresentanti di associazioni italiane e ucraine, nonché esponenti politici di vari livelli. È previsto anche un collegamento in diretta con Petro Andriushchenko, ex consigliere del sindaco di Mariupol. Durante l’incontro si parlerà della vita degli ucraini sotto occupazione, degli ostaggi civili e militari, nonché dei meccanismi per la liberazione delle persone dalla prigionia russa e dalla detenzione illegale. Particolare attenzione sarà dedicata alla questione della tutela degli ostaggi civili: cosa significa, come funziona e perché l’attenzione internazionale su persone specifiche possa costituire un importante strumento di pressione sulla Russia. Si discuterà inoltre della necessità di rafforzare la sicurezza informatica, il sostegno politico ed economico all’Ucraina, nonché di preservare i programmi sociali per gli ucraini che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra. 🖼️ Due mostre: dedicate a coloro a cui è stata tolta la voce Nell’ambito dell’evento saranno presentate due mostre tematiche: ▫️ «Ostaggi civili» — dedicata agli ucraini che si trovano in prigionia in Russia; ▫️ «Olenivka» — dedicata ai prigionieri di guerra ucraini detenuti nel campo di lavoro di Olenivka, nella zona occupata. Gli organizzatori mirano non solo a raccontare i crimini dell’aggressione russa, ma anche a coinvolgere nuove persone nel sostegno agli ostaggi civili ucraini. Tra gli obiettivi principali dell’evento vi è quello di trovare persone e organizzazioni disposte a prendersi cura di almeno un ostaggio civile, attirare l’attenzione sulla sua storia e contribuire a diffondere informazioni sulla detenzione illegale degli ucraini. Si parlerà in particolare dei programmi destinati ai bambini ucraini, che li aiutano a ritrovare un senso di sicurezza, di cura e la possibilità di rimanere bambini nonostante la guerra.
Contro l'immigrazione e a favore di un avvicinamento alla Russia: in Italia cresce il sostegno al nuovo partito di estrema destra
Il partito di estrema destra Futuro Nazionale, di recente costituzione in Italia, continua a guadagnare consensi nei sondaggi e occupa già il quarto posto tra le forze politiche del Paese. Lo riporta La Repubblica citando un sondaggio Swg. Nel nuovo sondaggio sulle preferenze elettorali, il partito, fondato nel giugno 2026 dal generale Roberto Vannacci, ha stabilito un nuovo record di popolarità, avvicinandosi alla soglia dell’8%. Al primo posto rimane il partito della premier Giorgia Meloni, «Fratelli d’Italia», con il 26,8%. Al secondo posto si colloca il Partito Democratico con il 20,6%, al terzo il «Movimento 5 Stelle» con il 12,5%. Tra le forze di centro-destra, «Forza Italia» ha ottenuto il 6,9%, mentre la «Lega» di Matteo Salvini il 5,7%. L’«Alleanza dei Verdi e della Sinistra» ha ottenuto il 6,8%. Cosa propone Roberto Vannacci? Il programma di Futuro Nazionale prevede una forte limitazione dell’immigrazione e una politica di cosiddetta «rimpatrio». Vannacci propone di limitare la quota di nuovi migranti al 4%, di abrogare il Decreto Flussi, di intensificare l’espulsione dei migranti irregolari e di coloro che commettono reati, nonché di rendere più difficile l’ottenimento della cittadinanza italiana. Il partito si batte inoltre per una riduzione dei poteri dell’UE e per il rafforzamento della sovranità nazionale dell’Italia — in particolare in materia di economia, difesa, energia e agricoltura. Vannacci invita a fermare l’ulteriore integrazione politica dell’Unione Europea e a ridurre la burocrazia europea. In ambito sociale, il partito assume una posizione conservatrice: si oppone all’estensione dei diritti LGBTQ+, allo ius soli e allo ius scholae, propone un modello tradizionale di educazione dei figli e il sostegno alla natalità. Inoltre, Vannacci si oppone al proseguimento del sostegno militare e finanziario all’Ucraina e sostiene il ripristino dei legami economici con la Russia. Ricordiamo che l’estrema destra sta rafforzando la propria posizione non solo in Italia. Infatti, il 6 settembre, alle elezioni regionali nella Sassonia-Anhalt tedesca, il partito «Alternativa per la Germania» (AfD) ha ottenuto una vittoria storica, conquistando il 43,8% dei voti. Pertanto, il rafforzamento delle forze di estrema destra e nazionaliste sta diventando una tendenza evidente in diversi paesi europei. Va sottolineato che le elezioni parlamentari in Italia sono previste per il 2027 e la rapida ascesa di Vannacci rappresenta già una sfida in più per Giorgia Meloni e la sua coalizione di centro-destra.
L'intelligenza artificiale aiuterà la Germania a individuare i sabotatori russi
A seguito del tentativo di attentato con un drone carico di esplosivo all’aeroporto di «Lipsia/Halle», la Germania intende rafforzare in modo significativo la protezione contro le azioni di sabotaggio russe, lo spionaggio, gli attacchi informatici e altre minacce ibride. Il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt ha presentato un piano di sicurezza globale che prevede: 🔹 L’intelligenza artificiale per individuare spie e potenziali terroristi. L’IA dovrà analizzare i video delle telecamere di sorveglianza, riconoscere automaticamente le armi e i comportamenti sospetti, nonché aiutare a identificare le persone sospettate di preparare attacchi o di attività di spionaggio. 🔹 Rafforzamento della protezione contro i droni. La polizia federale tedesca potenzierà le unità mobili, dotate di elicotteri e veicoli speciali. Saranno dislocate in nove città strategiche: Francoforte, Monaco, Amburgo, Berlino, Stoccarda, Düsseldorf, Lipsia, Hannover e Colonia. 🔹 Protezione delle infrastrutture critiche. Le aziende idriche, le società energetiche e le imprese del settore della difesa potrebbero ottenere maggiori poteri per reagire autonomamente ai droni, senza attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. 🔹 Biometria e videosorveglianza. Si prevede un uso più ampio delle tecnologie di riconoscimento facciale, in particolare nelle stazioni ferroviarie. 🔹 Cyberdome nazionale. La Germania intende creare una rete di sensori digitali in grado di individuare e bloccare i tentativi di attacchi informatici. «Gli attacchi ibridi della Russia sono una realtà quotidiana», ha dichiarato Dobrindt, sottolineando che tali minacce potrebbero intensificarsi. Ricordiamo che il 1° settembre la Germania ha ufficialmente accusato la Russia di un attacco ibrido all’aeroporto di «Lipsia/Halle» e ha annunciato misure adeguate.
Le 10 paesi con il maggior numero di ucraini beneficiari di protezione temporanea
Nei paesi dell'Unione Europea sono sotto protezione temporanea circa 4,38 milioni di persone fuggite dall'Ucraina a causa della guerra. È quanto emerge dai dati della Commissione europea. La classifica dei primi 10 paesi per numero di ucraini sotto protezione temporanea è la seguente: 🥇 🇩🇪 Germania — 1 milione e 283 mila persone 🥈 🇵🇱 Polonia — 967.000 🥉 🇪🇸 Spagna — 267.000 4️⃣ 🇨🇿 Repubblica Ceca — circa 390.000 5️⃣ 🇷🇴 Romania — oltre 200.000 6️⃣ 🇫🇷 Francia — circa 140.000 7️⃣ 🇳🇱 Paesi Bassi — oltre 120.000 8️⃣ 🇮🇪 Irlanda — circa 100 mila 9️⃣ 🇸🇰 Slovacchia — circa 100.000 🔟 🇦🇹 Austria — circa 90.000 Allo stesso tempo, il maggior numero di ucraini pro capite non risiede nei paesi più grandi dell’UE. Per numero di beneficiari di protezione temporanea ogni 1.000 abitanti, in testa alla classifica ci sono la Slovacchia, la Polonia e la Repubblica Ceca. 🇮🇹 E l’Italia? Va sottolineato che l’Italia non rientra nella top 10 per numero assoluto di persone sotto protezione temporanea. Oltre 170.000 ucraini sono arrivati in Italia dall’inizio della guerra su vasta scala: si tratta dell’ultimo dato ufficiale sul numero totale di arrivati fornito dalle autorità italiane per il periodo fino a giugno 2023. Secondo i dati di Eurostat, al 30 giugno 2026 51.105 persone godevano dello status di protezione temporanea in Italia. Ciò significa che circa 170.000 ucraini sono arrivati in Italia e che, a metà del 2026, circa 51.000 di loro erano ancora registrati proprio nell’ambito del meccanismo di protezione temporanea. Allo stesso tempo, nel maggio 2026 proprio in Italia è stato registrato uno dei maggiori aumenti nell’UE: il numero dei beneficiari della protezione è aumentato di 6.250 persone, ovvero del 15,3% in un mese. 🌎 E al di fuori dell’Europa? 🇨🇦 Anche il Canada rimane una delle destinazioni principali per gli ucraini. Qui non vige il meccanismo europeo di protezione temporanea, bensì misure speciali in materia di immigrazione introdotte dopo l’inizio della guerra su vasta scala, in particolare il programma CUAET. Nel 2026 il Canada continuerà a offrire a una parte degli ucraini giunti nell’ambito di questi programmi la possibilità di rinnovare i permessi di lavoro. 🇺🇸 Gli Stati Uniti accolgono gli ucraini attraverso diversi meccanismi speciali. In particolare, lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per l’Ucraina è stato prorogato fino al 19 ottobre 2026. All’inizio del 2025, l’USCIS ha comunicato che circa 103.700 ucraini avevano diritto alla rinnovazione del TPS. Inoltre, migliaia di ucraini si trovano negli Stati Uniti nell’ambito del programma umanitario «Uniting for Ukraine» (U4U).