In Polonia si propone di espellere gli ucraini senza lavoro
In Polonia si sta intensificando il dibattito sull’idea di espellere dal Paese gli uomini ucraini in età di leva che non dispongono di un impiego legale. L’iniziativa è stata avanzata dai rappresentanti del partito di opposizione Prawo i Sprawiedliwość (PiS).
Al momento si tratta di una proposta politica, non di una legge in vigore né di una decisione relativa a una deportazione di massa. Il deputato del PiS Andrzej Szliwka ha affermato che i servizi polacchi dovrebbero individuare le persone che si trovano in Polonia illegalmente o che non hanno un lavoro ufficiale e fissare per loro un termine entro il quale tornare in Ucraina.
«Anche se si trattasse solo del 5%, si tratterebbe comunque di almeno una brigata, se non addirittura di una divisione di persone che potrebbero essere organizzate e che potrebbero combattere per il proprio Paese», ha dichiarato Śliwka.
Secondo lui, tali misure sono necessarie anche per la sicurezza della Polonia.
Tuttavia, secondo i dati di UA Service HUB, al momento non vi è alcuna conferma che le autorità polacche abbiano adottato una decisione in merito alla deportazione di massa di uomini ucraini. Si tratta precisamente di un’iniziativa politica e delle dichiarazioni di un rappresentante del PiS.
Allo stesso tempo, sullo sfondo di questa discussione, la comunità ucraina in Polonia sta richiamando sempre più spesso l’attenzione sui casi di aggressione e attacchi contro gli ucraini. Nella società polacca si stanno rafforzando i sentimenti anti-ucraini, mentre alcune dichiarazioni politiche non fanno che inasprire il dibattito sulla presenza degli ucraini nel Paese.